Anche chi gestisce un appartamento per affitti brevi sa quanto sia importante mantenere sotto controllo costi e ricavi. Per questo motivo la novità annunciata da Airbnb merita particolare attenzione: dal 13 ottobre 2026 entrerà in vigore un nuovo sistema di commissioni che, per molti host, potrebbe incidere sensibilmente sulla redditività delle prenotazioni.
Il consiglio è semplice: non aspettare ottobre per verificare le proprie tariffe. Analizzare oggi il proprio listino consente di arrivare preparati ed evitare che il cambiamento riduca i margini economici dell'attività.
Airbnb ha annunciato l'introduzione per gli host di un modello di commissione unica pari al 15,5%, che sostituirà il sistema oggi più diffuso, nel quale il costo del servizio è ripartito tra host e ospite.
L'obiettivo dichiarato dalla piattaforma è rendere il prezzo visualizzato dagli ospiti più semplice, eliminando gran parte delle commissioni aggiunte durante il processo di prenotazione.
Dal punto di vista dei proprietari, però, questo si traduce in un aumento di costi e impone di verificare se le tariffe attualmente applicate siano ancora sostenibili.
Molti host definiscono le tariffe all'inizio della stagione e le modificano solo in occasione di eventi o periodi di alta domanda. Con il nuovo sistema questo approccio potrebbe non essere più sufficiente.
Se aumenta il costo sostenuto dal proprietario per ogni prenotazione, il rischio è infatti quello di vedere diminuire il margine netto senza rendersene conto. Non significa necessariamente aumentare i prezzi, ma analizzare i propri numeri e capire se sia opportuno intervenire o no.
Ogni immobile, infatti, ha caratteristiche diverse: cambiano il prezzo medio per notte, il tasso di occupazione, la durata dei soggiorni, i costi di gestione e il posizionamento sul mercato.
Per questo non esiste una soluzione valida per tutti.
Secondo le simulazioni riportate da ItaliaOggi , il passaggio al nuovo modello può modificare in maniera significativa l'incidenza delle commissioni.
Prendendo come esempio una prenotazione da 100 euro, nel sistema oggi più diffuso il proprietario sostiene generalmente una commissione di circa il 3%, mentre una parte del costo del servizio viene pagata direttamente dall'ospite.
Con il nuovo modello, invece, la commissione a carico dell'host diventerebbe 15,50 euro.
Sempre secondo le elaborazioni pubblicate da ItaliaOggi, in alcune configurazioni di prezzo potrebbe essere necessario aumentare sensibilmente la tariffa per mantenere invariato il ricavo netto. Il quotidiano cita simulazioni nelle quali l'adeguamento può arrivare fino al 36,75%, ma si tratta di esempi teorici che non rappresentano tutte le situazioni.
Proprio per questo è importante evitare aumenti automatici e valutare caso per caso.
L'arrivo delle nuove commissioni può rappresentare anche un'opportunità.
È il momento giusto per verificare:
Una revisione accurata del pricing permette spesso di migliorare i risultati economici senza compromettere il livello di occupazione.
Le piattaforme online evolvono continuamente e ogni cambiamento può avere conseguenze concrete sull'attività dei proprietari di immobili destinati agli affitti turistici.
Per questo Confcommercio Firenze-Arezzo invita gli operatori a non limitarsi a prendere atto della novità, ma ad effettuare una verifica approfondita delle proprie tariffe e della sostenibilità economica della propria offerta.
Una valutazione preventiva consente di affrontare il cambiamento con maggiore consapevolezza, evitando decisioni affrettate e preservando la redditività dell'attività.
I consulenti di Confcommercio Firenze-Arezzo sono a disposizione per fornire chiarimenti sulle novità introdotte da Airbnb e per supportare gli operatori nella valutazione dell'impatto delle nuove commissioni sul proprio listino prezzi.
Informazioni
Area Turismo Confcommercio Fi-Ar - Laura Lodone
Telefono 0575 350755 – 055 203691