L'allarme: "Montevarchi in declino e la politica sta a guardare"





















“Il centro storico di Montevarchi sta vivendo un lento declino che va fermato a tutti i costi. Per questo chiediamo all’Amministrazione Comunale di intervenire subito migliorandone la viabilità e l’accesso, a partire dall’inversione di marcia in via Mochi-via Trento, nonché definendo un serio piano dei parcheggi che favorisca la sosta”. Lo chiede la presidente della delegazione di Confcommercio Federica Vannelli a nome dell’intera categoria degli imprenditori del terziario.


Oggi il centro è ridotto ad un’isola quasi inavvicinabile, senza accessi né a nord né a sud, ingabbiato come è fra catene e transenne, in un cantiere infinito di lavori”, prosegue la Vannelli, “le opere del Piuss vanno avanti da dieci anni e per ora hanno portato più danni che benefici, anche perché sono state condotte senza un minimo di coinvolgimento e concertazione degli operatori. Né le associazioni di categoria né i singoli negozianti sono mai stati avvertiti con congruo anticipo dell’inizio dei lavori nella loro strada, o della tempistica dei cantieri. Questo ha reso impossibile pianificare l’attività aziendale, con il risultato che gli inevitabili disagi si sono ampliati trasformandosi spesso in perdita drastica di clienti e di affari. E dire che sarebbe bastato poco per minimizzarli, a volte solo una riunione con gli interessati”.


Sintomatico, secondo la presidente della Confcommercio, è quanto accaduto alla fine del 2015: “per caso siamo venuti a conoscenza dell’intenzione del Comune di chiudere via Gorizia per un mese intero, proprio sotto Natale. Sarebbe stato un disastro per i negozi dell’area, per fortuna siamo riusciti ad evitarlo. Ma non si può continuare così: ci vuole più dialogo fra i vari uffici comunali e fra questi e il mondo esterno. Vivere per anni in una ‘casa’ in ristrutturazione porterebbe chiunque all’esasperazione”.


La concertazione e il dialogo con l’Amministrazione Comunale sono dunque tra i desiderata dei commercianti montevarchini. “Vorremo poterlo dire anche a chi si candida a governare la nostra città per i prossimi quattro anni. Ormai mancano pochi mesi alle elezioni amministrative e purtroppo ancora nessuno schieramento politico ha presentato il candidato a Sindaco intorno a cui redigerà la sua lista. Speriamo che accada a breve, perché abbiamo bisogno di conoscere e valutare bene i singoli programmi di governo”.



“Ci piacerebbe che la campagna elettorale fosse condotta su temi reali, di false promesse ne abbiamo sentite fin troppe in questi anni”, affonda il colpo la responsabile della Confcommercio montevarchina Roberta Soldani, “il centro storico, in particolare, è stato il “colluttorio” con cui tutti i candidati si sono sciacquati la bocca, senza poi cambiare una virgola una volta eletti. La conseguenza è che i residenti del centro continuano a calare ed è il chiaro sintomo che qualcosa non va; i negozi vedono sempre meno gente in giro, perché la viabilità spinge verso l’esterno, e non bastano neppure i grandi eventi per risollevare le sorti delle imprese e dell’occupazione”.


Sono venti anni che i commercianti chiedono le stesse cose, per le loro aziende ma anche per la città. Più parcheggi a servizio del centro, per esempio. Già erano insufficienti prima, dopo i lavori del Piuss sono addirittura diminuiti e quelli che saranno ricavati nell’area privata dell’ex ospedale non saranno risolutivi. Poi c’è da risolvere la questione dell’asse via Mochi-via Trento: non si possono obbligare gli automobilisti ad immettersi per forza nella Regionale 69, così si allontanano dal centro”.


“Raccoglieremo queste ed altre richieste, insieme ad alcuni suggerimenti e proposte per risolvere problemi annosi della nostra città, in un documento unico da presentare ai candidati a Sindaco non appena saranno definiti”, anticipa Roberta Soldani, “esortiamo la politica ad essere più veloce nelle decisioni e nelle azioni, più al passo dell’impresa. C’è di mezzo il futuro di quasi 900 aziende del commercio, del turismo e dei servizi e di almeno tremila lavoratori del comparto. Siamo fiduciosi sui risvolti positivi che avrà per la nostra città la presenza dell’Accademia di Prada, ma le nostre sorti non possono reggersi solo su questo”.













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