Con profondo dolore apprendiamo della scomparsa di Beppe “Sugar” Angiolini e ci stringiamo con affetto alla sua famiglia, ai suoi amici e ai suoi collaboratori in questo momento di grande tristezza.
Uomo di rara intelligenza e straordinaria sensibilità, imprenditore visionario e coraggioso, Beppe ha lasciato un segno profondo in tutto ciò che ha costruito. Il suo successo è nato da un talento fuori dal comune nel mondo della moda e dalla capacità di creare relazioni internazionali di altissimo livello. Ma, nonostante il respiro globale della sua attività, non ha mai smesso di restare profondamente legato alle sue radici e alla sua città.
Arezzo ha beneficiato della sua visione, della sua creatività e della sua capacità di guardare sempre oltre. E ne ha beneficiato anche la nostra Confcommercio, che ha avuto il privilegio di averlo fino all'ultimo tra i componenti della Giunta esecutiva.
La sua è stata una presenza attenta, libera e sempre stimolante. Perché Beppe non faceva sconti a nessuno. Con il suo sguardo originale ha arricchito il confronto su temi fondamentali per il futuro della città: gli eventi, il turismo, la Fiera Antiquaria, il settore orafo e le tante opportunità di sviluppo che sapeva leggere con l'esperienza di chi frequentava le più importanti realtà internazionali.
In tutti gli incarichi ricoperti al servizio della comunità – dalla nostra associazione di categoria al ruolo di direttore artistico di OroArezzo fino all'impegno nella Fondazione Guido d’Arezzo – ha sempre espresso idee autentiche, talvolta scomode, ma mai dettate da protagonismo: erano il frutto di una generosità intellettuale che metteva al centro il bene della città.
Ha continuato a farlo anche negli anni della malattia, affrontata con una forza d'animo che non ha mai offuscato la sua curiosità, la sua lucidità e la sua voglia di contribuire.
Con la sua boutique ha portato nel centro storico di Arezzo un'eccellenza riconosciuta a livello internazionale, dimostrando che anche una città di provincia poteva dialogare, da protagonista, con le grandi capitali della moda. Un risultato che ha dato prestigio non solo alla sua impresa, ma all'intera città.
Oggi immaginare Arezzo senza Beppe ci sembra impossibile. Il modo più autentico per onorarne la memoria sarà raccogliere il testimone della sua lezione: continuare a coltivare bellezza, qualità, coraggio e visione.
Nella sua azienda ha saputo preparare il futuro. A noi resta il compito di custodire la sua eredità più preziosa: quella voce libera e critica che sapeva spingerci a fare un passo in più, proprio quando sembrava il più difficile. Perché era spesso in quel passo che Beppe vedeva nascere la bellezza.