Dall’inizio dell’anno il centro storico di Figline e Incisa Valdarno ha perso sette attività commerciali. Un dato che desta preoccupazione e conferma la necessità di intervenire per contrastare il progressivo impoverimento del tessuto economico e commerciale della città. Di questo e di altri temi si è parlato nell’incontro tra i rappresentanti di Confcommercio e la nuova amministrazione comunale di Figline e Incisa Valdarno, rappresentata dal sindaco on. David Ermini, dal vicesindaco Federico Cecoro e dall’assessore alle attività produttive Daniele Vannini. Per Confcommercio erano presenti la responsabile della delegazione Valdarno Nord Laura Cantini, il consigliere Lorenzo Pampaloni e il referente per il rapporto con le istituzioni Enrico Paoli.
“Siamo soddisfatti del confronto e guardiamo con fiducia al lavoro della nuova Amministrazione – spiegano gli esponenti di Confcommercio –. Abbiamo portato all’attenzione della Giunta le difficoltà che gli operatori stanno vivendo, ma anche proposte e idee concrete. Non possiamo più assistere impotenti a questo stillicidio di chiusure: ogni attività che chiude non significa soltanto una vetrina vuota in più, ma anche la perdita di un servizio, di una funzione e di un presidio di socialità. Serve un piano di rilancio del centro storico che affronti le criticità più immediate, dal decoro alle modalità della raccolta dei rifiuti, fino ai parcheggi, ma soprattutto che costruisca una prospettiva per il futuro”.
Un futuro che, secondo Confcommercio, si lega a doppio filo anche alle presenze turistiche generate dalle grandi strutture ricettive presenti sul territorio. “i centri di Figline e Incisa non sono ancora sufficientemente integrati nella catena del valore generata da questi flussi turistici. Dobbiamo lavorare perché i turisti che già arrivano da noi diventino una risorsa concreta per le attività commerciali, per la ristorazione, per l’artigianato e per i servizi”.
La strada indicata da Confcommercio per le attività locali non è competere sul prezzo, ma sull’esperienza. “Questo significa ripensare, oltre ai servizi generali offerti dai centri, anche gli orari dei negozi, l’offerta di prodotti fortemente tipici e la programmazione di eventi pensati anche per il pubblico internazionale, come concerti e mercatini, visite guidate o laboratori di cucina e di artigianato. Insomma, tutto quello che nell’immaginario di un turista straniero rappresenti un’esperienza che valga la pena di vivere in Toscana. È un modello economico più complesso, ma anche più resiliente rispetto alla semplice presenza di negozi”.
Importante, secondo Confcommercio, è anche che il territorio di Figline e Incisa Valdarno si ritagli una propria identità come “porta del Valdarno Superiore”, promuovendosi insieme agli altri Comuni dell’area. “La vicinanza a Firenze è un punto di forza, così come la posizione strategica rispetto al Chianti e all’area fiorentina e senese. Ma restare una città ancillare a Firenze o Siena non basta. Figline e Incisa Valdarno deve rafforzare la propria identità e diventare un punto di riferimento per la promozione e la scoperta del territorio”.
“Per fare tutto questo occorre lavorare insieme, pubblico e privato, ciascuno per le proprie competenze. Da parte nostra c’è piena disponibilità a collaborare con la nuova amministrazione e a contribuire alla costruzione di un progetto di rilancio”. In questa direzione, Confcommercio annuncia per il mese di settembre un nuovo momento di confronto, con un Consiglio direttivo allargato alla Giunta comunale, per avviare un confronto diretto e operativo con gli imprenditori. “Vogliamo mettere intorno a un tavolo amministratori e operatori per discutere di idee e soluzioni, senza fermarsi a problemi e lamentele. Le sette chiusure registrate dall’inizio dell’anno sono un campanello d’allarme che non possiamo ignorare. Ora serve un piano di rilancio concreto, con una visione di medio e lungo periodo”.