Il 1° gennaio 2025 ha preso avvio la sperimentazione della riforma della disabilità (invalidità civile), che diventerà effettiva sul tutto il territorio nazionale a partire dal 1° gennaio 2027.
La riforma della disabilità costituisce una novità storica: non rappresenta solo un adeguamento normativo, ma un vero e proprio cambiamento culturale, che ridefinisce il concetto stesso di disabilità, la valutazione dei diritti e il linguaggio.
Il cuore della riforma è costituito dalla sperimentazione di un nuovo procedimento per l’accertamento della condizione di disabilità, affidato all’INPS, che comprende sia la valutazione di base sia quella multidimensionale finalizzata all’elaborazione del cosiddetto progetto di vita.
Uno dei più importanti cambiamenti riguarda la modalità di avvio del procedimento: è sufficiente la trasmissione telematica all’INPS del certificato medico introduttivo attraverso il medico di base. L’Istituto diventa così titolare unico del processo di accertamento della disabilità.
Inoltre, vengono sostituiti termini come handicap e invalidità con l’espressione “persona con disabilità”. La nuova definizione, in linea con la Convenzione ONU del 2006, evidenzia l’importanza di considerare la disabilità il risultato dell’interazione tra la persona e il suo ambiente, e non una caratteristica intrinseca dell’individuo.
È poi introdotta la “valutazione di base” ovvero un procedimento unitario e multidisciplinare volto ad accertare la condizione di disabilità e l’intensità dei sostegni necessari.
La “valutazione di base” è finalizzata al riconoscimento della condizione di disabilità, all’accertamento dell’invalidità civile e all’accertamento della condizione di disabilità in età evolutiva, ai fini dell’inclusione scolastica. L’intento è semplificare e velocizzare le procedure burocratiche per l’ottenimento del sostegno all’invalidità. Prima della riforma l’attesa poteva anche essere molto lunga, ora il tempo viene ridotto con l’invio di un certificato introduttivo. Sarà possibile ricevere in circa un mese il primo sostegno economico. Ad esempio, con l’invio del certificato a marzo, l’indennità spetta a partire dal 1° aprile (il primo giorno del mese successivo). Al beneficiario viene chiesto di inviare subito i dati economici senza attendere il completamento della procedura.
Questo è possibile perché l’INPS diventa l’accertatore unico. Si evitano così svariati passaggi e la valutazione si basa solo sul certificato del medico e sulla visita dell’Istituto, nell’ambito della quale si esamina tutto:
Un’altra, importante, novità riguarda gli importi. Ogni anno l’INPS adegua gli assegni per evitare che si riduca il potere d’acquisto. Per il 2026 l’aumento è pari a +1,4%., che corrisponde a 3-4 euro in più al mese.
Per ricevere l’assegno il richiedente non deve superare determinati limiti di reddito personale annuo:
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