Cosa sta accadendo nei centri storici delle nostre città? E soprattutto: quale sarà il futuro dei pubblici esercizi tra cambiamenti nei consumi, nuovi format di offerta e crescenti pressioni sui costi di gestione?
Sono domande tutt’altro che teoriche, che riguardano da vicino chi ogni giorno gestisce un bar, un ristorante o un’attività di somministrazione. A queste domande proverà a dare risposta la conferenza stampa “Pubblici esercizi e movida. La demografia d’impresa nei centri storici”, in programma martedì 16 giugno 2026 alle ore 10.30 nella sede FIPE-Confcommercio a Roma.
La conferenza sarà trasmessa anche in streaming, così da permettere la partecipazione a tutti gli imprenditori interessati, anche a distanza. Basterà collegarsi alla pagina FB di FIPE https://www.facebook.com/fipe.confcommercio.
Interverranno i vertici di FIPE-Confcommercio, con il presidente Lino Enrico Stoppani, il direttore Generale Roberto Calugi e il direttore dell’Ufficio Studi Luciano Sbraga, per offrire una lettura approfondita della situazione attuale e delle prospettive del settore.
I dati più recenti raccontano un settore che non cresce più in modo uniforme. L’espansione complessiva delle imprese si è arrestata, ma dietro questo equilibrio apparente si nasconde una profonda trasformazione interna: aumentano i ristoranti e i take away, mentre diminuiscono i bar. Il risultato è un saldo complessivo negativo, che non descrive una crisi generalizzata, quanto piuttosto un processo di sostituzione tra diverse formule di offerta.
Particolarmente evidente è la crescita delle attività senza servizio nei centri storici delle grandi città. Una dinamica legata sia ai cambiamenti nei modelli di consumo, sia a un nuovo equilibrio tra costi e opportunità economiche. Locali più piccoli, meno personale, gestione semplificata: una risposta pragmatica a canoni di locazione elevati e a oneri sempre più gravosi, come quelli legati alla TARI calcolata su criteri spesso non più coerenti con l’attuale realtà del settore.
Ma questa trasformazione non è priva di conseguenze. La riduzione del servizio e la concentrazione dell’offerta in alcune aree urbane contribuiscono infatti a generare esternalità negative sempre più evidenti, soprattutto dove l’alta densità di esercizi e modalità di vendita aggressive si sommano a un uso problematico dell’alcol. È in questi contesti che il fenomeno della cosiddetta “mala movida” assume le sue forme più critiche, con impatti sociali e ambientali significativi.
L’incontro del 16 giugno rappresenta quindi un’occasione importante per comprendere come stanno cambiando i pubblici esercizi e quali scenari si aprono per imprese, città e territori.
INFORMAZIONI
Fipe Confcommercio Firenze-Arezzo
Sede di Arezzo – Cristiano Beligni
0575 350755 – c.beligni@confcommerciofiar.it
Sede di Firenze - Fabrizio Matucci
055 2036946 – f.matucci@confcommerciofiar.it