Storie di san Benedetto, c’è il sostegno di 50&più Arezzo

Storie di san Benedetto, c’è il sostegno di 50&più Arezzo

Anche gli over 50 del sistema Confcommercio hanno contribuito al recupero del ciclo pittorico “le storie di san Benedetto”, opera di Lorenzo di Bicci e Marco da Montepulciano tornata a nuova luce grazie ad un progetto della Direzione regionale musei della Toscana. Claudio Magi, presidente di 50&Più Arezzo: “Con le risorse a disposizione abbiamo sostenuto i costi del trasporto assicurato e dell’intervento conservativo. Siamo fieri di aver contribuito al ritorno degli affreschi”.

L’Associazione 50&Più ancora una volta al servizio dell’arte e della cultura. Anche gli over 50 del sistema Confcommercio, infatti, hanno contribuito al restauro delle “Storie di san Benedetto”, ciclo pittorico tornato a nuova luce grazie ad un progetto della Direzione regionale musei della Toscana.

Fin da subito abbiamo appoggiato l’idea di recuperare gli affreschi che decoravano il monastero olivetano di san Bernardo ad Arezzo – spiega il presidente di 50&Più Arezzo Claudio Magi Queste opere erano da troppi anni ferme nei magazzini della Soprintendenza e oggi, finalmente, sono tornate nella loro sede originaria, il Museo Archeologico Nazionale. Con le risorse a disposizione abbiamo sostenuto i costi del trasporto assicurato e dell’intervento conservativo. Siamo fieri di aver contribuito al ritorno degli affreschi, questo è il frutto di un grande gioco di squadra da parte di tutto il consiglio direttivo”.

Il ciclo raffigurante le storie di San Benedetto fu realizzato da Lorenzo di Bicci e Marco da Montepulciano nel 1448 nel chiostro del monastero olivetano di San Bernardo ad Arezzo. L’opera, già seriamente danneggiata nei secoli, fu quasi completamente distrutta dai bombardamenti del 1943: fu una squadra di restauratori, composta anche da Leonetto Tintori, a strappare le parti ancora intatte della parete semi crollata del chiostro adiacente alla chiesa di San Bernardo.

I frammenti restaurati furono esposti per un breve periodo al Museo d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo, per poi essere collocati nei depositi della Soprintendenza locale. Dopo essere stati rintracciati in seguito ad un approfondimento degli studi sulla storia dell’edificio del Museo, gli affreschi sono stati consegnati dalla Soprintendenza alla Direzione regionale Musei della Toscana con l’obiettivo di ricollocarli nel luogo di origine e raccontarli al grande pubblico.

Al momento i cinque affreschi e una lunetta che decorava il sopraporta dell’ingresso al Monastero si trovano nel loggiato di accesso al Museo e sono oggetto di un intervento di restauro ‘a vista’, mentre sono in corso studi specialistici di tipo storico e storico-artistico.

L’intervento di adeguamento dei supporti rigidi delle pitture, si deve al sostegno della Fondazione Guido d’Arezzo e sono a tutt’oggi benvenuti nuovi mecenati per il completamento dei lavori di ricollocazione e di racconto al pubblico delle opere.

 



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