TAGLIO DELLE TASSE, C’È L’ACCORDO POLITICO

TAGLIO DELLE TASSE, C’È L’ACCORDO POLITICO

Il testo della nuova manovra fiscale ha iniziato il suo iter parlamentare ed entro il 31 dicembre dovrà essere convertito in legge. Tra gli orientamenti da tenere d’occhio: il taglio “verticale” dell’Irap e le aliquote Irpef che scendono a quattro, giù di tre punti quella oggi al 38%.

Taglio “verticale” dell’Irap e riduzione dell’Irpef a quattro aliquote, con quella al 38% giù di tre punti. Sono due fra i provvedimenti attesi dalla nuova manovra del governo Draghi: il ddl in questi giorni ha iniziato il suo iter parlamentare e dovrà essere convertito in legge entro il 31 dicembre.

Le scelte principali riguardano pensionibonus fiscaliriduzione delle tassereddito di cittadinanza. Prevista un’unica quota per andare in pensione (“Quota 102”) e per un solo anno (2002), la stretta sul Reddito di cittadinanza e lo stop definitivo al cashback, un fondo per anticipare il taglio delle tasse da 8 miliardi di euro (Irpef e Irap) e la proroga del Superbonus al 110% ma con dei paletti (tetto Isee di chi commissiona i lavori e di spesa sulla ristrutturazione).

In conferenza stampa il premier Mario Draghi ha sottolineato che la manovra, “è una legge espansiva, che accompagna la ripresa ed è in piena coerenza con gli altri documenti che guidano l’azione economica di questo governo. Si agisce sia sulla domanda ma anche molto sull’offerta: tagliamo le tasse, stimoliamo gli investimenti“. “Al problema del debito pubblico, a quello delle prestazioni sociali inadeguate e alle altre giuste modifiche del nostro sistema sociale che non abbiamo potuto fare negli anni passati – ha detto Draghi – si esce attraverso la crescita: il Paese crescerà bene oltre il 6% e questa è una bussola e la strategia di questo governo”. Draghi ha poi voluto precisare che “sulle tasse mettiamo 12 miliardi per ridurre la pressione fiscale e non otto come si dice in giro e destiniamo 40 miliardi in un triennio alla riduzione delle imposte, di cui 24 al cuneo e la parte restante agli incentivi fiscali, alle famiglie e imprese per il patrimonio immobiliare e la digitalizzazione”.

Sul taglio delle tasse c’è l’accordo politico. Al momento si ipotizzano un intervento sull’Irap e uno sull’Irpef, attraverso la riduzione del cuneo fiscale e una rimodulazione delle detrazioni o attraverso un ritocco delle aliquote.

L’impianto della nuova Irpef disegnata nel tavolo politico al Ministero dell’Economia poggia sulla riduzione a quattro degli attuali cinque scaglioni. Il progetto mantiene l’aliquota al 23% per i redditi lordi annui fino a 15mila euro, introduce una nuova aliquota al 25% per la fascia 15mila-28mila, fa salire la richiesta al 35% per i redditi fra 28mila e 50mila e fa partire l’ultimo scaglione, al 43%, da 50mila euro lordi annui in su.

In arrivo l’eliminazione generalizzata dell’Irap per imprenditori e professionisti che svolgono la loro attività in forma individuale, anche in presenza di autonoma organizzazione a prescindere dalla struttura organizzativa e dunque anche in presenza di dipendenti e collaboratori e di beni strumentali in numero e di dimensione significativa.

Resteranno ancora assoggettate a Irap le società (con una apertura per le startup innovative), di persone e di capitali, e le associazioni professionali.

IMPORTANTE: Prima di dare ulteriori specifiche, gli uffici della Confcommercio restano comunque in attesa di ulteriori sviluppi della discussione e, soprattutto, del testo definitivo della legge che sarà approvato.



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